|

1994 - 2008
Quindicesimo Anno di “Musica e Arte”
La Musica, di qualsiasi genere essa sia, è stata definita la
prima espressione dell’ uomo, anteriore alla parola e alla riflessione, come
estrinsecazione dello spirito nel suo stato più profondo. Nessuno, però, di
tutti coloro, filosofi, letterari, studiosi, musicologi, che così l’ hanno
qualificata e che, nel corso dei secoli, si sono dedicati a cercare di scoprire
le sue origini, è riuscito a svelare tale profondo mistero che si perde nella
notte dei tempi. Lo studio della Musica, definita anche la regina delle Arti
belle, non può essere a se stante, ma deve correlarsi con quello delle Arti
letterarie e figurative, scultoree e architettoniche.
Solo in tal modo la
preparazione musicale riesce più proficua perchè permette una maggiore
essenzialità e concretezza, una interpretazione più aderente possibile e un più
alto livello di espressività.
Il grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli
scriveva a tal proposito:
“Per noi musicisti ... fare musica vuol dire, si,
viverla, attentamente e intimamente in sè ... ma anche, e soprattutto, riuscire
a farla vivere agli altri e suscitare la stessa commozione e lo stesso incanto
che commuove e incanta noi ...” - “ciò che un uomo a me ignoto, magari vissuto
secoli prima di me, ha un giorno fermato sulla carta, per mezzo mio rivive, ed è
di nuovo vero e presente in coloro che ascoltano ...”
E’ sulla base di quei
principi universali che è stato improntato il programma di tutti i “Corsi
Internazionali di Perfezionamento e Interpretazione Musicale “ fin dalla loro
prima edizione e avere il motivo per intitolarli di proposito “MUSICA E ARTE”.
Nel rispetto del programma ormai divenuto tradizionale, la visita alle opere d’
arte, che offre Tolentino e dintorni e la terra marchigiana e/o circonvicina , è
già lezione di per se. Ma la visione di qualsiasi opera dell’ uomo non deve
essere separata da quella della natura, che invita lo sguardo a spaziare sullo
spettacolo dei suoi più vari e incantevoli paesaggi: opere tutte che stimolano
la fantasia a far riemergere alla mente le composizioni di grandi musicisti o
semplici armonie popolari, in quell’ insieme di sentimenti, di valori, di
cultura che stigmatizzano la via dell’ uomo.
Giorgina Palmarucci
Presidente dell’Istituto ”N. Vaccaj”
|